L’acqua non si vende e non si compra!

•Novembre 19, 09 • Lascia un Commento

Churrasco

•Ottobre 19, 09 • 1 Commento

Per festeggiare l’arrivo della corrente elettrica nel terreno e per salutare il mio rientro in Italia, sabato scorso l’Associazione che assisto a Candido Mendes ha organizzato un churrasco. Il churrasco è un pasto a base di carne allo spiedo, cotto sulla brace in dei lunghi spiedoni, simili a delle spade. Questi pezzi di carne vengono lasciati cuocere bene, poi – una volta tolti – la parte esterna viene servita ed il pezzo rimanente viene rimesso al fuoco per continuare la cottura. In pochi mangiano la carne al sangue. La carne viene accompagnata da riso, farofa (farina di mandioca saltata), insalata. Nei ristoranti i camerieri girano per la sala con questi spiedi e si fermano ai tavoli a servire di volta in volta tipi di carne differenti: dalla gobba dello zebù ai cuori di pollo, dalla picanha alle salsicce. Chiaramente il tutto è annaffiato da litri di birra.

Lençois Maranhenses

•Ottobre 16, 09 • Lascia un Commento

lençois

Pescare nel Maracaçumé

•Ottobre 09, 09 • Lascia un Commento

Alcuni soci dell’associazione con la quale lavoro mi hanno portato a pescare.

Siam0 partiti alle 7:00 di mattina, approfittando della marea crescente, con una barca a motore ed un casco a traino, ovvero una barchetta a remi, ricavata da un unico tronco di albero scavato.

Sole.

Abbiamo risalito il fiume per una quarantina di minuti ed abbiamo cominciato a posizionare le nostre reti, tirandole sù dopo un’oretta. In ogni rete rimanevano intrappolati almeno due o tre bei peschi sorpresi che caricavamo sulla barca. Tutte queste operazioni erano eseguite con la barchetta a remi, mentre quella a motore ci aiutava nei lunghi spostamenti.

Sole.

A pranzo ci siamo fermati in uno spiazzo nel mangrovieto: abbiamo arrostito un po’ di pesci e li abbiamo mangiati assieme alla farinha de mandioca che ci eravamo portati da casa. Dopo pranzo i miei accompagnatori hanno tagliato delle foglie di palma e ci siamo destesi all’ombra di un albero per fare un sonnellino. La marea nel frattempo è scesa e dal fiume sono affiorate catene montuose…

Sole.

Nel pomeriggio ancora pesca, ma utilizzando anche una rete da lanciare e recuperare subito, per catturare gamberetti e piccoli pesci vicino agli scogli. Per poter rientrare in paese abbiamo dovuto aspettare la nuova alta marea… quasi a notte inoltrata.

Il mio naso adesso è purpureo e la mia pelle scottata…

Sia fatta la luce!

•Ottobre 04, 09 • 1 Commento

luce boa esperança

“Aprecie com moderação”

•Settembre 29, 09 • 2 Commenti

Bere birra è un grande rito sociale brasiliano. Nei giorni di festa ci si siede ai tavoli dei bar nel primo pomeriggio e ci si alza solo a notte inoltrata… per andare in un altro locale e ricominciare. Esistono vari tipi di birra, tutte bionde e molto leggere: Skol, Skin, Brahama, Antartica, Bohemia, Bavaria, Kaiser. Ogni marca differisce dalle altre per piccole sfumature di gusto, che non è sempre facile cogliere, ma ogni brasiliano conosce benissimo la propria marca di birra favorita e quando gli si fa notare che non si sente poi così tanto questa differenza, si viene guardati come se a casa mia si fosse detto che un Morellino di Scansano ed un Chianti Classico sono la stessa cosa. Dico che bere birra è un vero e proprio rito sociale, perché la bevanda viene consumata in bottiglie da 0,6 litri (opportunamente protette da del polistirolo, per non scaldarsi troppo rapidamente) che vengono messe al centro della tavola e condivise tra gli astanti, ognuno dotato di un piccolo bicchiere. C’è sempre uno che si occupa di riempire i bicchieri vuoti, uno che si fa amico il cameriere e chiede “le bottiglie più fredde che avete, quelle che avete lasciato in fondo al frigo per bere tra di voi”, uno che comincia a parlare e non si ferma più, uno che va a caccia di donne. Già, perché il rituale della birra è predominato dal genere maschile, ma non mancano figure femminili ad allietare l’adunanza. La birra deve essere “gelada”, guai a farle superare i 5°C. Tutto ciò porta a drammatiche conseguenze: la “resaca” è la condizione di debolezza e nausea post-sbornia. Come se l’onda della birra, una volta allontanata, cerchi di trascinarti con se nella risacca…

La medicina del cacciatore

•Settembre 24, 09 • 1 Commento

La tradizione delle popolazioni pre-colombiane, ha lasciato al Brasile una vasta serie di nozioni di medicina tradizionale legata alle specie erbacee e arboree della foresta. Non è difficile trovare, nei mercati di tutta questa regione, bancarelle di “remedios tradicionais”, ovvero medicinali tradizionali. Erbe, cortecce, infusi, pollini, ognuno deputato alla risoluzione di uno specifico problema di salute. C’è la foglia contro le emorroidi, la polvere per combattere l’impotenza, la corteccia per la gastrite, l’infuso per l’asma e così via…

Tra tutti questi medicamenti, uno in particolare ha colpito la mia attenzione: si tratta di una pianta che conferisce particolari poteri ai cacciatori. La modalità d’uso è la seguente: si prende la piante e si fa un infuso con il quale ci si lava accuratamente. La pianta è leggermente urticante, ma è assolutamente vietato grattarsi, per non perdere gli effetti benefici… è concesso solo strusciarsi contro il fusto degli alberi per alleviare il prurito. Subito dopo aver fatto il bagno con questo infuso, l’aspirante super-cacciatore deve imbracciare il fucile ed andare nel bosco e la selvaggina gli andrà incontro, assolutamente estasiata dall’odore emanato. Ricchi bottini in vista di ogni cacciatore, ma attenzione! Se al primo sparo si manca la preda, è inutile continuare: la pianta perde il suo potere e per molto tempo è consigliato abbandonare l’attività venatoria, a rischio anche della propria vita. Controindicazioni? Si, una: se il cacciatore ha la moglie in stato interessante, non utilizzare questa pianta, pericolo di parti prematuri.

Il Brasile e la terra (dal primo capitolo della tesi di laurea di Sofia Poppi)

•Settembre 21, 09 • Lascia un Commento

Parlare del Brasile e di mancanza di terra per il soddisfacimento dei bisogni alimentari primari sembra essere un grande paradosso. Il Brasile è, infatti, il quinto Paese al mondo per estensione ma, contemporaneamente, presenta una forbice sociale tale per cui ci troviamo di fronte ad una situazione critica e contraddittoria nell’accesso alla terra da parte dei contadini. Il “gigante verde”, che ha un’estensione pari a ventotto volte quella dell’Italia e occupa il 45 per cento dell’intero Sud America, ha una distribuzione delle terre che è fra le più diseguali al mondo: l’1 per cento dei proprietari terrieri possiede il 46 per cento delle terre.[1] Di queste, poi, solo una minima parte viene effettivamente sfruttata, lasciandone circa la metà incolta ma non accessibile agli strati più poveri della popolazione.

 


[1] Fonte: Ibge, Instituto Brasileiro de Geografia e Estatistica. www.ibge.com.br

Gado

•Settembre 20, 09 • Lascia un Commento

CIMG2801

Italia nel mondo…

•Settembre 16, 09 • Lascia un Commento

Domenica sera, nel programma di approfondimento giornalistico più visto del Brasile, si è parlato anche di Italia… vedete voi un po’ il perché…

http://fantastico.globo.com/Jornalismo/FANT/0,,MUL1302949-15605,00.html