Lake Chivero, Harare e HIFA Festival
Prima di affrontare Harare e l’HIFA Festival, decidiamo di concederci un altro giorno di relax e, sfogliando la nostra guida, il Parco del Lago Chivero sembra il posto adatto a noi. In effetti il luogo è magnifico. Affittiamo una grande casa in mezzo al parco, con le scimmie e gli scoiattoli che ci scorrazzano intorno mentre facciamo il nostro barbecue con vista sul lago. Un posto da favola, tanto che siamo quasi tentati di rimanere qua un giorno in più, ma il richiamo di Harare e del festival è più forte: facciamo un giro in auto tra le strade del parco (avvistando gazzelle, zebre, impala, rinoceronti e struzzi) e poi abbandoniamo il lago e ci dirigiamo verso la capitale.
Harare ci impressiona da subito. Da l’idea di una città ricca, o che almeno lo sia stata ricca e che adesso viva di rendita. I palazzoni a specchi, i grattacieli, i viali alberati, ricordano altre capitali di ex colonie inglesi a giro per il globo. Il traffico è caotico ed il dollaro, la moneta usata attualmente in questo paese, sembra aver risollevato una economia in ginocchio solo pochi anni fa. Siamo ospitati allo Small World Backpackers Hostel, un ostello veramente carino ed ospitale, e ci godiamo 3 dei 7 giorni di programmazione dell’Hifa festival.
L’evento prevede alcuni concerti gratuiti, ma la maggior parte sono a pagamento, come anche le esibizioni teatrali ed i balletti. I prezzi variano dai 6 ai 20 dollari, ma il gioco vale la candela. Gli artisti che vediamo sono di ottimo livello e il festival in se è molto ben organizzato, incredibilmente bene, anche a fronte del maltempo che complica le esibizioni all’area aperta.
Siamo partiti per lo Zimbabwe con la curiosità di scoprire questo paese controverso, torniamo a casa con un’ottima impressione e dopo aver trovato una terra davvero affascinante.

solo vorrei aggiungere i gruppi più gordi sentiti al festival per dare una connotazione anche musicale al post e permettere quindi al lettore del suddetto post di eventualmente scaricarsi o comprarsi (io non suggerisco nulla) l’eventuale musicame.
Ci sono piaciuti: Publish The Quest (gruppo di Seattle tipo DaveMatthewsBand ma più contaminati, meno puristi), Nekka (tedesco-nigeriana voce forte e dolce con batterista del Bronx violenza ed altri componenti da y paesi) ed infine i Watsamba M’Diou (gruppo mozambicano roots che fa crossover che poi non vuol dire niente con un tipo al sax da paura, svizzero)
saluting
Grazie Dani, hai fatto bene a dare queste sacrosante precisazioni.
Viva!