Fiera agricola!
La vita dei contadini è difficile: la terra purtroppo sta in basso, ma con una zappa ci si arriva più facilmente. La vita dei contadini in un distretto rurale dell’Africa
lo è ancora di più, perché spesso riuscire a comprare quella zappa non è così semplice. E non mi riferisco soltanto ad un problema di quattrini, la difficoltà maggiore è trovare qualcuno che venga fino da te, alla fine del mondo, a venderti quello che ti serve per coltivare il tuo orto. Per questo il mondo della cooperazione agricola s’è inventato uno stratagemma per convincere i fornitori a muoversi dalle grandi città e spostarsi nella provincia: offrire al contadino un potere d’acquisto maggiore di quello che sarebbe nelle sue possibilità, in modo da gonfiare il volume d’affari e giustificare così i costi che i vari fornitori devono sostenere per arrivare lontano dalla sede. Nella pratica i beneficiari comprano, con un valore simbolico, un blocchetto di assegni già compilati, del valore di cinque o dieci volte il loro contributo, da spendere in un giorno specifico in cui le imprese vengono invitate ad apparire in un luogo definito: la fiera agricola. L’organizzazione che ha progettato la fiera poi paga il resto del valore alle imprese. Lo ammetto: questa tecnica sa un po’ di assistenzialismo, ma con le giuste attenzioni può diventare un utile espediente per il miglioramento delle condizioni di lavoro dei contadini, come per esempio se i beneficiati non sono persone scelte a caso, ma agricoltori formati nelle tecniche migliorate, nella pianificazione agricola, nella gestione della produzione.
